Investire in azioni – Indice FTSE MIB

 Indice FTSE MIB

E veniamo anche all’investimento azionario partendo naturalmente dall’indice italiano Ftse Mib, ossia l’indice che comprende le principali società quotate in Italia.

Da molti anni anche in Italia si può investire sugli indici azionari tramite gli ETF. Gli ETF non sono altro che fondi, quindi sono contenitori, più o meno come un fondo comune.

Sono però fondi c.d. a gestione passiva, si limitano a replicare l’andamento di un indice di borsa e permettono quindi di investire in un mercato con un unico strumento.

La metodologia di calcolo dell’indice FTSE MIB è indicata sul sito di borsa italiana, questo è il link:

http://www.borsaitaliana.it/azioni/tutti-gli-indici/metodologiadicalcolo/ftse_pdf.htm

Per prendere posizione sulla borsa italiana è sufficiente quindi acquistare un etf che replichi l’indice FTSE MIB.

Naturalmente anche per investire in azioni è necessario (o almeno consigliabile) avere una strategia.

Non entro nel merito dei singoli titoli azionari, ritengo che per un risparmiatore la cosa più semplice e sensata sia seguire le tendenze del mercato, cercando di cogliere la maggior parte delle tendenze principali.

Questo si può fare con una strategia trend-following, ossia una strategia che si limiti a seguire le tendenze principali del mercato.

Naturalmente occorre mettere in conto un certo ritardo nei segnali di entrata/uscita (acquisto/vendita) con le ovvie conseguenze del caso.

Inoltre, in una gestione prudente di portafoglio ritengo che l’investimento in azioni debba rientrare nel 20% che non viene investito in titoli di stato. Se andate a rileggere il post del 5 gennaio scorso, vedete che indicavo un limite del 20% per investire in obbligazioni corporate e/o denominate in valute non-euro e/o emesse da paesi emergenti. L’investimento in azioni, se si segue una gestione prudente, dovrebbe rientrare in questo 20%.

Alla fine le macro aree sulle quali investire sono: Usa, Europa, Asia-pacifico, emergenti. Possiamo aggiungere anche l’indice italiano (anche se l’investimento in azioni italiane rientrerebbe nell’area europea). In tutto si tratta di quattro o cinque strumenti con i quali si può investire nel mercato azionario mondiale.

Per il momento, come si è detto, vediamo l’andamento dell’indice italiano. La linea blu riporta la sequenza dei prezzi di chiusura dell’indice, la linea verde è la media mobile a 200 giorni, mentre la linea rossa è una funzione interpolatrice (calcolata sui 100 giorni) delle chiusure giornaliere.

La media semplice a 200 giorni indica la tendenza principale del mercato (in rialzo, in ribasso, laterale), i punti di incrocio con la linea rossa (interpolatrice) indicano i segnali di entrata o di uscita dal mercato.

La linea blu è molto “frastagliata” e l’incrocio di questa con la media mobile a 200 giorni può generare molti falsi segnali. Usare la funzione interpolatrice in luogo delle linea blu permette di evitare i falsi segnali, se non tutti, almeno la maggior parte.

In questo momento vediamo che la linea rossa è sotto la mm 200, e tutte e due hanno un andamento discendente.

Seguendo quindi la tendenza del mercato, una strategia basata sugli incroci della media mobile a 200 giorni con la funzione interpolatrice a 100 giorni, indica che in questo momento è prudente non entrare nel mercato italiano (oppure disinvestire).

Al seguente link trovate gli etf sull’azionario Italia, tra cui quelli che replicano l’indice FTSE MIB http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf.html?comparto=ETF&benchmarkStyle=4&benchmarkNote=7&benchmarkIndex=&search=2&lang=it

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