Parliamo dei piani di accumulo (pac) – prima parte

Parliamo dei piani di accumulo (pac) – prima parte

Cosa si intende per pac? I piani di accumulo capitale sono le formule che le reti di distribuzione fondi hanno trovato per “fidelizzare” la clientela. Con una somma modesta versata ogni mese ci si costruisce un capitale da utilizzare successivamente. Oltre al pac classico, una somma fissa ogni mese, sono state escogitate molte varianti: ad esempio aumentare la rata in caso di ribasso, così si sottoscrivono più quote a prezzi bassi. Oppure diminuirla in caso di rialzi, per il motivo opposto. Entrare gradualmente nei mercati più rischiosi e così via. La fantasia non conosce limiti e, dal punto di vista commerciale, ogni stratagemma che riesca a portare clienti che sottoscrivono va bene (più fondi = più commissioni).

Sappiamo che gli italiani hanno sempre risparmiato e chi può lo fa ancora, ma la situazione oggi è oggettivamente difficile, perché con i bassi tassi di interesse è molto difficile trovare strumenti adatti. Il rendimento atteso dei fondi obbligazionari non è molto allettante: il fatto che in passato abbiano reso bene dipende esclusivamente, o quasi, dal ribasso dei tassi di interesse e il rischio è quello di vendere (o, dal punto di vista del risparmiatore, acquistare) i rendimenti passati.

Cominciamo con il definire alcuni concetti chiave.

Prima di tutto, data la situazione oggettiva, è bene ridurre i costi al minimo, il motivo dovrebbe essere evidente.

In secondo luogo sono da evitare, secondo me, tutte le formule di risparmio “automatiche” ossia quel tipo di operazioni che, in base al contratto sottoscritto, prevedono un servizio automatico di investimento, normalmente mensile. Il motivo è molto semplice, una volta dato l’ordine iniziale, il servizio rischia di andare nel dimenticatoio e diventare una specie di oggetto sconosciuto e/o ignorato che magari non si tocca più perché è stato consigliato dal promotore o dal consulente…

Per quanto difficile, è meglio fare di persona (che sia online o allo sportello). La cosa fondamentale è la disciplina. Si scrivono su di un quaderno le motivazioni delle scelte fatte e si deve tener traccia di tutte le operazioni. Periodicamente (ad esempio in occasione di successivi investimenti) è utile rileggere le cose scritte in precedenza. Alla lunga tutto questo si tradurrà in un formidabile aumento della consapevolezza con tutti i risvolti positivi che ne conseguono.

Fine prima parte.

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One thought on “Parliamo dei piani di accumulo (pac) – prima parte

  1. FANTASIUSMAN il said:

    si grazie molto interessante ma sul più bello e finita la prima parte.

I commenti sono chiusi.