Parliamo dei piani di accumulo (pac) – seconda parte

Mi scuso con i miei (pochi) lettori per la lunga pausa e riprendo da dove ero rimasto.

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Il piano di accumulo non deve essere inteso, secondo me, come una formula magica da fare una volta e dimenticarsene. Piuttosto una volta stabilito (e messo per iscritto) un piano di risparmio non si deve far altro che seguirlo periodicamente, ma in modo attivo e non passivo.

Se le somme sono piccole, dati i tassi di interesse attuali, lo strumento per iniziare è il buono fruttifero postale ordinario (eventualmente i buoni ordinari indicizzati all’inflazione se questa dovesse ripartire). La mancanza di costi e di oscillazioni di prezzo, oltre al taglio minimo ridotto, giocano un ruolo fondamentale in questa scelta.

http://www.poste.it/bancoposta/buonifruttiferipostali/ordinari.html

Una soluzione complementare/alternativa è quella di acquistare periodicamente le quote di un etf azionario. Naturalmente, in questo caso, è utile tener conto di quanto detto negli articoli della categoria “investire in azioni” e sugli andamenti degli indici.

http://bragadin.altervista.org/proposito-libro-bordo/

http://bragadin.altervista.org/cedole/

http://bragadin.altervista.org/mercato-obbligazionario-difficile/

Fine seconda parte.

One thought on “Parliamo dei piani di accumulo (pac) – seconda parte

  1. FANTASIUSMAN il said:

    grazie della tua seconda parte che aspettavo da tempo e soprattutto grazie del tempo che dedichi a noi con i tuoi post.
    Giuseppe