Portafoglio n. 1 – alcune considerazioni

Chi mi ha letto fin qui, dovrebbe aver capito che l’obiettivo principale di chi gestisce un portafoglio di strumenti finanziari sia la protezione del capitale.

Il rendimento, la crescita del capitale e altri obiettivi, vengono in seconda battuta, o meglio, sono, come dire, la conseguenza dell’obiettivo principale.

Non sto dicendo che un portafoglio deve essere assolutamente strutturato come il portafoglio n. 1. Si tratta di un esempio, più o meno verosimile, che chiunque, se vuole,  può replicare in tutto o in parte. Volendo si può replicare anche seguendo solo la parte relativa alle azioni, ad esempio.

Una domanda che di solito si fa è questa: fino ad ora il portafoglio di esempio è andato bene, ma se iniziassi ora? La preoccupazione che sta dietro ad una domanda del genere è che si teme di aver perso un’opportunità, e magari si cerca un’altra opportunità per partire “col piede giusto”.

Ebbene, ora come ora io non so quale sia la migliore opportunità per i prossimi mesi.

Però, dati alcuni obiettivi, so quali sono gli strumenti per perseguirli. Quindi se gli obiettivi sono quelli che ho indicato nei miei articoli (con la protezione del capitale come obiettivo principale), iniziando ora investirei esattamente con la stessa struttura del portafoglio n. 1. Le considerazioni di fondo non sono cambiate. Una variante potrebbe essere quella di lasciare come liquidità un importo pari al 15% del capitale. La funzione principale della liquidità è quella di stabilizzare (ovviamente solo in parte) il valore del portafoglio.

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